La Cappadocia (Kapadokya) è una regione centrale della Turchia, situata nel mezzo dell’altopiano anatolico, nota per i meravigliosi paesaggi naturali, scolpiti nei millenni dagli agenti atmosferici. La regione, già citata negli antichi testi e nella Bibbia, ha una storia molto complessa. Si riscontrano testimonianze a partire dal II millennio con l’arrivo degli Ittiti, essenzialmente legate ad attività di scambi commerciali.
Le principali città che sorgono nell’area della Cappadocia sono Avanos, Urgup, Goreme.
I luoghi hanno un fascino particolare sia in estate, quando il sole crea giochi di luci e ombre, ma anche in inverno, con la neve che ricopre tutte le forme e si creano scenari fiabeschi.
L’ economia della zona attualmente si basa sulla produzione artigianale di tappeti e su una florida attività agricola, grazie alla fertilità dei terreni di origine vulcanica, che diede origine ad un’antica civiltà rurale. Oggi la Cappadocia è meta di molti turisti sia per i paesaggi naturali che per le testimonianze di un ricco passato: interessanti le chiese rupestri decorate con dipinti della Valle di Ihlara e le enormi città sotterranee, scavate nella roccia (in tutto sono 36, ma solo tre visitabili: Kaymakli, Derinkuyu, Ozkonak).
La Geologia
Il territorio della Cappadocia è costituito da bacini di erosione appartenenti ad un antico tavolato avente un suolo caratterizzato dalla presenza di tufo vulcanico, molto tenero, originato da agglomerati di cenere e fanghi eruttati dall’Ercyes Dagi, l’antico monte Argeo (3917 m). A causa dell’intenso e continuo processo erosivo esercitato dagli agenti atmosferici (acqua, cicli di gelo e disgelo, vento) il terreno si è in più parti disgregato e fessurato.
Nel complesso l’altopiano è costituito da tufo omogeneo, inciso da piccoli corsi d’acqua che hanno scavato stretti valloni, ma in vaste aree il tufo è frammisto a rocce più resistenti, compatte che hanno protetto dall’erosione porzioni di terreno sottostante; in questi casi l’azione disgregatrice ha generato formazioni geologiche particolari, creando nei fondovalle colonne, coni e guglie, alte fino a 30 m.
Queste conformazioni a torre, isolate o raggruppati, dai profili taglienti, sono in alcuni casi sormontati da blocchi di roccia dura, i cosiddetti “Camini delle Fate” visitabili nella Peribacalari Vasibi (Valle dei Camini delle Fate), che si trova a nord-ovest di Urgup, lungo la strada per Avanos.
Lo scenario di queste valli è tipicamente lunare ed è caratterizzato da colori variabili dal bianco, al grigio, al rosa e giallo.