Il nome canguro è un termine attribuito comunemente ad un ampio gruppo di mammiferi erbivori dell’ordine dei Marsupiali, compreso nella famiglia dei Macropodidi (dai grandi piedi).
I canguri vivono esclusivamente in Australia, di cui sono un simbolo, nella Nuova Guinea, in Tasmania e su alcune isole vicine.
Esistono circa una cinquantina di specie di canguri le cui dimensioni variano da quelle giganti del canguro rosso e del canguro grigio a quelle più modeste dei canguri minori o dei ratti-canguro.
Caratteristica dei canguri è la spiccata attitudine al salto grazie alle zampe posteriori lunghe e robuste costituite da tre parti più o meno uguali: coscia, tibia e piede; i piedi sono forti e dotati di quattro dita, una delle quali molto più sviluppata delle altre e armata di una grande unghia. La coda è larga e muscolosa e su questa si appoggiano come se fosse un vero e proprio arto stando eretti, in riposo. Le zampe anteriori sono molto corte e gli servono per portare alla bocca il cibo. Hanno grandi orecchie e la testa relativamente piccola.
Le due specie più grandi sono il Canguro rosso e il Canguro grigio, il cui maschio può raggiungere un peso di quasi 100 kg e una lunghezza di circa un metro e mezzo, esclusa la coda. Se si alza in piedi può arrivare ai due metri di altezza.
Il Canguro grigio gigante è il grande dei canguri raggiungendo i 3 m di lunghezza, di cui 90 cm solo di coda e pesa fra i 100 e i 150 Kg, ha pelo fitto liscio e morbido, quasi lanoso di colore bruno-grigiastro. La femmina più piccola del maschio di circa un terzo.
I canguri sono poco prolifici: nasce un solo neonato per volta, in genere in gennaio, dopo una breve gestazione di 30-40 giorni. Quando i cuccioli vedono la luce sono lunghi appena pochi centimetri (poco più di 2 cm) e completano il loro sviluppo restando qualche mese nel marsupio materno.
La madre allarga il marsupio aiutandosi con le zampe anteriori, il cucciolo entra e subito si attacca ai capezzoli. Il piccolo di canguro trascorre circa 8 mesi nel marsupio, nutrendosi esclusivamente di latte materno, senza mai muoversi, solo ogni tanto prova ad affacciarsi all’esterno.
Per alcuni mesi anche quando già ha iniziato a saltellare a nutrirsi da solo, torna di tanto in tanto nel marsupio, soprattutto quando ci sono difficoltà o pericoli. Resta con la madre fino a 18 mesi.
Dopo l’allattamento il canguro comincia a cibarsi di erbe e teneri germogli, radici, gemme, frutti.
I canguri hanno un carattere timido, sospettoso, e, anche se sono di dimensioni notevoli, sono molto timorosi e fuggo via a balzi. Pur essendo animali timidi, se si sentono minacciati diventano aggressivi. La loro sicurezza è affidata essenzialmente all'udito e all'olfatto. Si difendono colpendo con i pugni e sferrando calci con le potenti zampe posteriori.
Sono inoltre ottimi nuotatori. Il branco è sorvegliato da una sentinella che avverte di eventuali pericoli imminenti e in caso di allarme i canguri fuggono con ampi balzi; la loro corso è veloce ma breve in quanto non sono dotati di molta resistenza.
La vita sociale del canguro è diversa tra piccole e grandi specie. I canguri tendono a vivere in branchi formati da un numero variabile da 6-20 elementi in base alla specie.
Le piccole specie sono tendenzialmente solitarie.
I canguri rossi e i canguri grigi hanno un vita sociale molto articolata, formando grandi gruppi, di dieci o più esemplari. Tra i maschi esiste una forte gerarchia basata sull’anzianità e sulla prestanza fisica. Il maschio dominante, di età matura, ha il controllo delle femmine e del loro stato riproduttivo, finché un giovane individuo più vigoroso lo sostituirà nel suo ruolo.
I loro balzi possono raggiungere anche i 9 metri in lunghezza e i 3 in altezza, alla velocità di 45-50 Km/h, durante i salti la coda viene tenuta sollevata all'insù e funziona da bilanciere.
In condizioni di vita selvatica l'età media varia da 12 a 18 anni, mentre in cattività i canguri possono vivere fino a 25-28 anni.
Le specie più piccole hanno una durata di vita piuttosto più breve.
la caccia ai canguri è ancora oggi intensamente praticata, e ogni anno vengono uccisi migliaia di esemplari, anche se numerosi provvedimenti tendono a proteggere questa specie.
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