20-12-2007
BALENE. LAV PLAUDE A AUSTRALIA: STA CONTRASTANDO CACCIA GIAPPONE (DIRE) Roma, 20 dic. - La Lav ha espresso il proprio plauso alla nuova determinazione del Governo Australiano contro la caccia alle balene, inviando un telegramma ad Amanda Vanstone, ambasciatore d'Australia in Italia. "L'intenzione del Giappone di uccidere 935 balene, tra cui alcune megattere, protette da oltre 40 anni perche' a rischio d'estinzione, con l'ormai abusata e falsa giustificazione della ricerca scientifica, deve essere ostacolata in tutti i modi non violenti possibili- dichiara Gianluca Felicetti, presidente della Lav- e l'iniziativa del Governo australiano di inviare una nave e un aereo da ricognizione nelle zone di caccia delle baleniere giapponesi, ha tutta la nostra approvazione". Dunque, "chiediamo quindi al nostro Governo di sostenere in ogni modo questa iniziativa, con l'invio di un 'contingente di pace' per la vita delle balene". Con le azioni intraprese, il Governo australiano intende testimoniare "l'assoluta infondatezza delle tanto sbandierate ragioni scientifiche, smascherando le reali ragioni commerciali che sono dietro la caccia alle balene, che ha nel Giappone il suo piu' strenuo difensore". Il Paese dell'Estremo Oriente, infatti, "e' impegnato da anni nel tentativo di abolire la moratoria sulla caccia commerciale alle balene, arrivando ad una vera e propria campagna acquisti, per garantirsi i voti dei Paesi membri piu' piccoli attraverso pacchetti di aiuti esteri, in occasione delle riunioni dell'Iwc, la Commissione baleniera internazionale che si riunisce ogni anno per stabilire le quote di caccia". La caccia alle balene, nonostante la moratoria della caccia a scopo commerciale stabilita nel 1986 dall'Iwc, continua ogni anno a uccidere 1400 grandi cetacei, a opera di balenieri norvegesi e giapponesi, in operazioni di caccia "cosiddetta scientifica". A Norvegia e Giappone- paesi in cui la carne dei grandi cetacei e' liberamente consumata- nel 2003 si e' aggiunta l'Islanda "che ha ucciso nello stesso anno oltre 30 balenottere sempre per scopi di ricerca". E questo- aggiunge la Lav- "nonostante un recente studio dell'universita' di Auckland (Nuova Zelanda) abbia dimostrato quanto anche la caccia 'scientifica', che comporta l'uccisione di numeri definiti di animali e solo di alcune specie, stia danneggiando la popolazione di questi cetacei in maniera preoccupante". Il metodo di uccisione impiegato per la caccia alla balena, l'arpione a granata di pentrite, infine, "si e' dimostrato inefficace nel provocare quella che dal 1957 l'Iwc ha definito 'uccisione umana': il processo per cui gli animali sono resi immediatamente insensibili fino al sopraggiungere della morte. Da quell'anno, infatti, la Commissione Baleniera (Iwc) si occupa di esaminare i problemi relativi al benessere animale". L'esplosione della granata di pentrite, progettata per esplodere all'interno del corpo della balena, "crea un'ampia ferita, di almeno 20 cm di larghezza, le cui dimensioni triplicano quando gli ardiglioni dell'arpione si uncinano nel corpo della balena. Malgrado la potenza dell'arpione esplosivo, per 'finire' le balene, ma anche come metodi di uccisione primari, si ricorre spesso ad altri strumenti, come fucili o arpioni non esplosivi". (Com/Val/ Dire) 14:29 20-12-07
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