30-10-2006
Comunicato stampa del Coordinamento protezionista vicentino
Vicenza 26 ottobre 2006
DOMENICA 22 OTTOBRE, IN UNA SOLA GIORNATA DI CACCIA ABBATTUTI OLTRE CENTOMILA FRINGUELLI NEL VICENTINO. QUESTA E' L'INCREDIBILE MATTANZA DI UCCELLI "PROTETTI" SEGNALATA DALLE GUARDIE ZOOFILE DELL'E.N.PA.
Domenica 22 ottobre le associazioni protezionistiche hanno organizzato un controllo a "fini statistici", i controlli riguardavano in particolare gli abbattimenti degli uccelli protetti cacciati in deroga in seguito al decadimento del decreto governativo 251/2006.
L'operazione è stata organizzata su tutto il territorio provinciale, per verificare "sul campo" l'applicazione delle della legge 13/2005 legge regionale sulle deroghe, che permette di abbattere uccelli protetti. Sette pattuglie di guardie zoofile e venatorie delle associazioni protezionistiche hanno controllato decine di capanni da appostamento e cacciatori in "vagante" nei due A.T.C. fino alle ore tredici. Il lavoro si è concentrato sui Fringuelli, specie in migrazione proprio in questo periodo.
Le guardie hanno stilato dettagliati rapporti, con nominativi e materiale fotografico. Sui dati raccolti sono state poi stilate delle stime attendibili e il risultato è stato allarmante. In sintesi, i cacciatori controllati in A.T.C. nord ne avevano abbattuti dai 6 ai 12, con una media di 9 fringuelli a testa. In questo ambito gravitano circa 9.000 cacciatori e,presumibilmente, vista la bella giornata e l'euforia per la caccia ai "fringuelli", erano tutti in attività. In A.T.C. sud la media riscontrata sui controllati è di 3 fringuelli a testa, per i circa 5.000 cacciatori.
Da questi dati acquisiti sul campo, si evince che nella sola mattinata di caccia sono stati abbattuti quasi 100.000 Fringuelli solo in provincia di Vicenza, su un totale massimo consentito per tutta la stagione di caccia, a livello veneto di 390.000 !
Il grave problema è che la legge 13/2005 sulle deroghe, approvata dalla giunta regionale, in alcuni articoli diventa una autentica "farsa", se non una velata istigazione al "bracconaggio". Ad esempio, prevede che ogni cacciatore residente possa abbattere un massimo di cinquanta fringuelli in tutta la stagione di caccia, che dura circa 3 mesi, ma giornalmente ne possa abbattere fino a venti. Non solo, mentre per le specie normalmente oggetto di caccia vige l'obbligo di segnare sul tesserino il capo appena abbattuto, per le "specie protette" non vige nessun obbligo, se non quello di completare a fini statistici, alla fine della giornata di caccia, al rientro a casa, in una apposita scheda i capi abbattuti.
Naturalmente il cacciatore avrà interesse a non segnare i "protetti" effettivamente incarnierati, altrimenti in qualche giorno raggiungerebbe il limite massimo imposto. In questo modo si dà l'opportunità al cacciatore di compiere autentiche stragi.
Ha dichiarato Eros Battaglia, guardia L.A.C.: "Domenica ci siamo trovati nella zona di Zugliano e Lugo, sulle colline. Era in atto una autentica guerra: cacciatori dappertutto, uno ogni cento metri. Sembrava una invasione. Devo dire, però, che al controllo si sono comportati tutti correttamente. Anzi, uno mi ha confidato: - tosi qua no segna gnente nesuno, i và casa magnare e i scarica, el pomeriggio i torna e i fà altretanto, l'unico mona che probabilmente segnarà i finchi quando gavaremo e schede sarò mi, par forsa dopo i ne trata tuti da braconieri - ".
Sull'argomento Renzo Rizzi, responsabile fauna ENPA Vicenza, ha aggiunto: "Purtroppo questa è la realtà. Nella nostra provincia si è assistito da sempre a una autentica predazione nei confronti degli uccelli migratori e a una gestione fallimentare della fauna selvatica autoctona. Non avendo "zone protette" viene decimata tutta entro le prime tre settimane di caccia. Per dare qualcosa da abbattere ai cacciatori, specialmente vicentini, si fanno ora cacciare le specie protette, Peppole e Fringuelli in particolare. Questi piccoli passeriformi dai colori intensi, del peso di meno di 20 grammi (ovvero quasi la metà del peso della cartuccia usata per ucciderli), rispettati nel resto d'Europa, addirittura quasi venerati in Gran Bretagna, ritenuti il simbolo dell'amicizia fra i popoli, da noi sono massacrati per "la poenta e osei".
La legge quadro nazionale 157/92 aveva messo in protezione da oltre 15 anni queste piccole specie di uccelli, ora cacciate con l'escamotage delle direttive Europee, che permettono, in alcuni casi, il prelievo di piccole quantità sotto rigidi controlli.
La legge 13/2005, proposta, voluta e approvata dai rappresentanti dei cacciatori, a mio parere e non solo, sta producendo degli effetti devastanti. Infatti la mancanza totale dei controlli e il libero arbitrio, porta a delle stime di abbattimenti totalmente diversi da quelli che vengono depositati in Regione Veneto a fine stagione di caccia. Nel 2005 sono stati segnalati in provincia di Vicenza, come abbattuti, meno di 400.000 unità. Le nostre stime, sicuramente più attendibili, danno un dato di almeno quattro milioni e cinquecentomila unità !
Ora preso atto che la fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato, preso atto che sono state promulgate leggi che creano grave danno, preso atto che la Commissione Europea quasi sicuramente ci condannerà a pagare milioni di euro per una legge illegittima, preso atto che questa legge è stata voluta dai politici che sono stati eletti con i voti dei cacciatori, ma siamo tutti noi che gli paghiamo lo stipendio ... a chi dovremo chiedere di essere risarciti ?
Per informazioni uff. stampa ENPA settore Fauna Selvatica Vicenza: 3294703160
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