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NEWS: Caccia : il Tar del Veneto ripristina il diritto dei privati di vietare la caccia nei loro terreni
Sentenza del 29-04-2008
Caccia : il Tar del Veneto ripristina il diritto dei privati di vietare la caccia nei loro terreni 28-05-2008

UNA INNOVATIVA SENTENZA DEL TAR DEL VENETO ANNULLA UNA DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE CHE AVEVA NEGATO AD ALCUNI CITTADINI DI VIETARE LA CACCIA NEI LORO TERRENI.
LA LAC DEL VENETO: RIPRISTINATO IL DIRITTO SACROSANTO DEI PRIVATI DI VIETARE
LA CACCIA NEI PROPRI TERRENI.

Con la sentenza n.1206/08 del 29 aprile 2008, resa nota solo oggi (Cf.
sentenza su www.lacveneto.it), il TAR del Veneto, presidente e relatore
Dott. Claudio Rovis, Referendari Dott. Stefano Mielli e Marco Morgantini, ha
annullato le parti di una delibera della Giunta Regionale del Veneto, la n.
2379 del 31/07/2007, con la quale veniva negato a sei cittadini, residenti
nella provincia di Belluno, il diritto di vedere accolta la loro richiesta
di vietare la caccia nei propri fondi agricoli e forestali.
Marco Scapin, Carlo Rocco, Lucia Furlan, Marcella Del Longo, Simona
Sbardellotto e Andrew Charles Gould nel febbraio del 2007 avevano presentato
una domanda alla regione Veneto per chiedere che nel proprio terreno, ai
sensi della legge sulla caccia (la n.157/92) venisse vietata la caccia così
come previsto in particolari casi dall'articolo 15 della stessa legge.
La regione, con la suddetta delibera del 31 luglio dello scorso anno, decise
di negare il diritto che spettava a questi cittadini di vietare la caccia
sul proprio territorio, il tutto senza motivazione alcuna.
Da qui la decisione di impugnare al Tar del Veneto la delibera regionale con
un ricorso realizzato, presentato e discusso al dibattimento in camera di
consiglio del 29 aprile scorso, dall'Avv. Maria Caburazzi del foro di
Venezia (Tel. 041/950310).
Nella sentenza si legge che: "il ricorso è fondato sotto l'assorbente
profilo del difetto di motivazione dedotto con il ricorso principale:
dispone, invero, l'art. 15, IV comma della legge n. 157/92 che la richiesta
di sottrazione del fondo all'attività venatoria è ordinariamente accolta
quando "non ostacola l'attuazione della pianificazione faunistica
venatoria."; ed è accolta, altresì, anche quando l'attività venatoria, pur
ostacolando la predetta pianificazione, si pone tuttavia in contrasto con
valori economico-sociali cui deve attribuirsi tutela prioritaria. Orbene, è
evidente che nel caso di specie l'Amministrazione non si è pronunciata né in
merito alla necessità dei fondi dei ricorrenti ai fini dell'attuazione della
pianificazione faunistica venatoria (art. 15, IV comma, I parte), né in
merito alla valenza, prioritaria o recessiva, delle attività economiche e/o
sociali svolte dai ricorrenti nei propri fondi rispetto all'esercizio
dell'attività venatoria, apparendo, in tale contesto, riduttivo l'attuato
riferimento alle circostanze limitative dell'attività venatoria stessa
contemplate negli artt. 21 e 31 della legge n. 157/92 e 27 e 35 della LR n.
50/93: dovendosi invece, come si è detto, effettuare una valutazione per
comparazione all'esito della quale, se ritenuta cedente, escludere
l'attività della caccia); che, dunque, il proposto gravame è fondato e va
accolto nei limiti dell'interesse dei ricorrenti;"
La LAC del Veneto durante la finestra temporale di soli 30 giorni
coincidente con il mese di febbraio del 2007, periodo nel quale si potevano
presentare le domande per vietare la caccia, si era impegnata attivamente
affinché il maggior numero di cittadini venisse a conoscenza della
possibilità di vietare la caccia nel proprio terreno tramite la stesura di
un apposito vademecum e l'acquisto di intere pagine di quotidiani delle
sette province del Veneto (CF. comunicato del 26 gennaio 2007 su
www.lacveneto.it).
Andrea Zanoni presidente della LAC - Lega Abolizione Caccia del Veneto, ha
dichiarato: "Questa importante ed innovativa sentenza ha reso giustizia
ripristinando il diritto, violato dalla regione, secondo il quale ogni
possessore di terreni poteva vietare la caccia nei propri terreni per
particolari motivi ed esigenze. Si tratta di un bello smacco per la regione
e per l'attuale assessore alla caccia Elena Donazzan che evidentemente
considerano prioritario il diritto dei cacciatori di sparare ovunque
rispetto al diritto sacrosanto dei privati di tenere lontane dai loro beni,
dai loro cari, dai loro animali, dalla loro attività economica  e dalla loro
abitazione le armi da caccia, i cani da caccia e i cacciatori. Un sentito
ringraziamento va all'avvocato Maria Caburazzi al quale va il merito di
questa importante vittoria contro la caccia indiscriminata."

LAC Lega Abolizione Caccia - Sezione del Veneto - Via Cadore 15/C int. 1
31100 Treviso - Info: 3479385856 - www.lacveneto.it


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