01-03-2006
Rassicurazioni dal presidente Carlo Scotti. Il caso del gatto infettato dal virus H5N1 in Germania ''non deve sorprendere o preoccupare''. Lo ha affermato il presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (Anmvi) Carlo Scotti. ''E' possibile infatti - ha sottolineato Scotti - che in condizioni estreme, di vita o di ambiente, i felini possano essere contagiati dal virus dell'aviaria''. Nel caso specifico, ha precisato, ''il gatto viveva sull'isola di Ruegen nel Mar Baltico, in condizioni di totale randagismo nutrendosi con carcasse di uccelli selvatici portatori del virus. E' certo quindi che l'animale sia venuto a contatto con piume, escrementi o con i resti di volatili infetti che gli possano aver trasmesso l'H5N1''. La notizia, avverte l'Anmvi, ''non puo' d'altra parte preoccupare i proprietari di gatti del nostro Paese in considerazione delle diverse condizioni di vita. I gatti italiani sono infatti domestici ed alimentati con prodotti industriali, che danno assoluta garanzia in quanto realizzati con materie prime animali sottoposte a rigidi controlli da parte dei Servizi Veterinari Nazionali''. ''Non vi e' alcun motivo di preoccupazione. - ha inoltre dichiarato Stefano Bo, presidente della Societa' Italiana di Medicina Felina - Associazione Federata ANMVI - Sapevamo gia' della rara possibilita' che i gatti potessero contrarre il virus in situazioni limite. La condizione in Italia e' completamente diversa e non vi e' quindi alcun rischio - ha concluso - per i gatti domestici e tantomeno per i loro proprietari''. (ANSA) www.animalisti.it |
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