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RICERCA: Un caso di Ehrlichiosi e di altro

Una terapia per la vita

Un caso di ehrlichiosi e di altro

 

Dott.ssa Gilda La Bruna - Medico Veterinario

Dott.ssa Simona Foti - Medico Veterinario

 

Oggi con l’omeopatia si curano un terzo degli italiani perché non dovrebbero avere questa possibilità anche i loro amici a quattro zampe?.

Di seguito riportiamo un estratto del lavoro scientifico pubblicato sulla rivista “Il Medico Omeopatico”.

Per meglio comprendere il lavoro svolto, sarà in questa sede, utile puntualizzare il concetto di omeopatia.

L’omeopatia considera l’individuo nella sua totalità, intendendo la malattia come una pertubazione a vari livelli o gradi del dinamismo vitale dell’organismo ed il sintomo come manifestazione di tale pertubazione. Quindi si cura  l’individuo  riportandolo a quell’equilibrio che corrisponde allo stato di  “salute”.

Hahnemann maestro dell’omeopatia scrisse : “… i medicamenti possono, per la loro azione dinamica sul principio vitale, ristabilire la salute e l’armonia vitale …” e “… la forza di guarigione dei medicamenti omeopatici è riposta nel fatto che sono in grado di modificare lo stato dell’uomo nei suoi sentimenti ed attività “. Per  l’omeopata  sarà, quindi,  importante la conoscenza dello stato mentale dell’individuo nel momento in cui la patologia è manifesta. 

Sembra strano pensare allo stato mentale di un cane ma chiunque ne possiede uno sa bene comprenderne non solo gli atteggiamenti ma anche i sentimenti profondi.

Il caso che vi presentiamo è uno delle decine di casi risolti nei nostri ambulatori lo abbiamo scelto perché oltre a riguardare una delle patologie più frequenti esso conferma nel tempo la validità di tale terapia.

L’ehrlichiosi è la cosiddetta “malattie delle zecche”. Essa infatti viene trasmessa dalla zecca  ed è un’ infezione causata da rickettsie. Queste agiscono parassitando i leucociti circolanti nel sangue e provocando come sintomo fondamentale una imponente diminuzione delle piastrine con conseguente facilità di sanguinamento e quindi  forte anemia. La patologia è molto diffusa nel bacino del mediterraneo ed assimilabile per modalità e tipologia alle  rickettsiosi che colpiscono anche l’uomo. La sintomatologia è complessa ed è caratterizzata da  dimagrimento, affaticamento, stato febbrile, possibili emorragie e sintomi respiratori, inoltre  tende a cronicizzare ed a determinare quadri principalmente a carico del sistema ematopioietico, nervoso, e delle articolazioni. La frequenza con la quale si assiste alla morte o alla complicanza di tali quadri spinge l’attenzione su tale patologia e l’aver potuto affrontarla in modo alternativo e più completo è stato una dimostrazione di come si possa ottenere non solo una guarigione clinica ma anche un miglioramento dello stile di vita dell’animale. Una terapia che tende non solo ad eliminare il sintomo ma anche a rendere l’individuo centro della sua vita.

 

 

La storia di  J.

 

I VISITA: Febbraio 2000

Cane  Pastore Tedesco, maschio di  7 ANNI

Motivo della visita : dolore nella regione lombare ed eczema pruriginoso.

Anamnesi: da cucciolo ha contratto diversi tipi di parassiti (ascaridi, trichuridi, tenia) e trattamenti terapeutici correlati.

Presenta un eczema dorso-lombare che è comparso nel mese di maggio-giugno, molto pruriginoso di colore rosso con perdita di pelo, curato con pomate al cortisone. Nel mese di settembre 1999 il cane soffre di un’emorragia dal retto dopo la defecazione, viene curato con antibiotici e antiemorragici, ma la sintomatologia peggiora fino al  mese di febbraio 2000 quando il cane non riesce a defecare, preferisce la posizione da seduto, accusa dolore in tutta la regione lombare. 

Quadro sintomatologico attuale: alla visita il cane presenta un’ernia perianale di prostata fortemente ipertrofica e temperatura  febbrile  di circa 40°C. All’Esame del sangue riscontriamo piastrinopenia, leucocitosi, il Q.P.E.  < albumine ;  > globulina;   > beta  .

Esame delle urine: bilirubina, sangue, leucociti. 

Test sierologico per Erlichia risulta positivo.

 

Interrogatorio:  secondo il padrone si sarebbe ammalato da quando è stato lasciato, per una settimana, in una pensione nel mese di agosto. Di lui dice “Vuole essere sempre al centro delle mie attenzioni.  J. è contento solo quando sta con me . Gli piace uscire, e soprattutto andare in macchina.  E’ molto intelligente capisce quando è l’ora di uscire o quando bisogna prendere la macchina è un cane tranquillo nel palazzo dicono che non si vede nè si sente, cerco di  programmare il mio lavoro in base alle sue esigenze .trascorriamo i fine settimana insieme e J. è tranquillo in qualsiasi  ambiente . E’ geloso della mia fidanzata.”

Durante il  temporale ha paura, reagisce ululando e  correndo quindi  si nasconde. Ha paura di essere lasciato solo, soprattutto in un ambiente che non conosce dove segue il padrone piagnucolando. Da piccolo in casa distruggeva ogni cosa, soprattutto di sera. Quando resta in casa gli lasciano una luce accesa per evitare che guaisca.  Abbaia tanto che diventa rauco.

Mangia con fame la sera dopo l’uscita ( 400gr di carne con riso). Dorme su un piumone o sulla poltrona, nel sonno si agita e fa strani versi.

Considerato, quindi, lo stato mentale di J. e soprattutto il comportamento, il rapporto con il padrone, ed i sintomi generali viene  effettuata 

la prescrizione : phosphorus 200k a secco poi 35k tre globuli tre volte al giorno per 30gg.

Al trentesimo giorno (marzo 2000) J. è tornato a visita   migliorato, il proprietario ha riferito un aumento dell’appetito, scomparsa del dolore, miglioramento della defecazione, scomparsa del sangue. J. la sera mangia senza aspettarlo come faceva prima.

Alla visita la prostata si presenta più piccola e  rientrata  in addome, intorno all’ano rimangono i tessuti lassi.

Continua con la 35k per altri 30gg.

J. è stato curato per due anni , con lo stesso rimedio omeopatico a potenze fino alla xmk.

Nel corso dei  due anni, abbiamo assistito ad un  miglioramento progressivo dello stato generale, apprezzabile con l’aumento dell’appetito , del peso corporeo e della lucentezza del pelo. All’ esame del sangue nel Q.P.E. abbiamo  ottenuto un miglioramento del valore delle  albumine.

Nello stato mentale J. è meno possessivo trascorre più tempo da solo e quando il proprietario manca non ci fa più tanto caso.

Durante la terapia , inoltre abbiamo assistito alla comparsa di vecchi sintomi come gli eczemi dorso lombari di cui il cane soffriva in passato. Questo in omeopatia assume un grosso significato di guarigione , in quanto la malattia ( che è sempre la stessa ) segue a ritroso la sua storia.

Fino al  20 marzo 2002  quando l’esame IFI per l’ehrlichia  risulta negativo.

Nel nostro ambulatorio, nelle nostre quattro mura, quando entra un animale dalla porta e ci mostra la sua voglia di guarire ci troviamo davanti a delle scelte, a delle armi, che se ben utilizzate ci devono dare la guarigione. Scegliere la terapia omeopatica non è certamente l’opzione più semplice ma è in coscienza quella che riteniamo più completa e duratura. La  consapevolezza del proprietario ci aiuta nel perseguire questa strada ma spesso dobbiamo contrapporre al familiare antibiotico lo sconosciuto rimedio e dobbiamo educare chi ci sta davanti. Dobbiamo dargli dei risultati che si possano vedere, dobbiamo vendere un prodotto oltre che scienza e coscienza. Diventiamo così testimonials dell’omeopatia ed è anche in tale spirito che bisogna mostrare i propri risultati. Questo caso non vuol essere altro che una riprova di come si possa fare di più scegliendo anche la strada più difficile consapevoli di inseguire la guarigione vera. Il senso riteniamo sia  aver ridato dignità alla vita di J. ed aver fatto qualcosa in più per il suo padrone.

Questo lavoro è stato pubblicato su ” il medico omeopata anno VII n.20.”


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